Uno sguardo a quelli bravi – User eXperience a confronto

In tutti i libri e in tutte le guide lette sulla User eXperience, non ho mai trovato degli esempi reali sui quali venivano applicate tutte le regole lette per una buona esperienza utente, nè tantomeno un confronto.

Con l’intento di approfondire l’argomento in questione, assieme al mio collega Luca (con cui è nata l’idea per questo laboratorio) abbiamo deciso di vedere come gli “esperti” rendono le proprie applicazioni così valide :)

Abbiamo così scelto un’applicazione sulla quale è stato fatto un apposito studio per la UX: Foursquare !


Per rendere il nostro laboratorio ancora più interessante e approfondito, abbiamo scelto di effettuare il nostro studio su due piattaforme diverse: Android e Windows Phone 7.
I due sistemi operativi hanno già di per se una User Interface ed una personalità d’uso completamente differente l’un l’altro, quindi anche le applicazioni differiranno molto fra di loro.

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Metodi Agili non solo nello sviluppo del software

Dal blog di Claudio Menzani un post su una interessante case study:

Partecipo al Better Software fin dalla prima edizione del maggio 2009 e quest’anno invece delle considerazioni sui singoli talk – comunque tutti sempre molto interessanti – , mi vorrei soffermare su uno in particolare tenuto da Michele Luconi di e-xstrategy una software house marchigiana il cui percorso nell’adozione dei metodi agili sul team di sviluppo si è successivamente ribaltata anche sulla parte contrattualistica commerciale.

In pratica fino a qualche anno fa il loro metodo di sviluppo era basato su quello che è il modello della stragrande maggioranza delle aziende che sviluppano software a progetto, proprio come la nostra, e cioè raccogliere i requisiti per lo sviluppo in uno o più incontri con il cliente, scrivere un documento di analisi che a sua volta determina tempi e costi, utilizzando i quali il commerciale produce l’offerta.

Entrambi i documenti vengono sottoposti al cliente, che dopo una o più sessioni di revisione, approva il progetto inviando l’ordine.

A questo punto inizia la fase di sviluppo, ma come tutti noi sappiamo sviluppare software non è come costruire ponti, la tipica metafora che spesso viene usata per evidenziare il fatto che nell’arte di sviluppare software i requisiti cambiano quasi sempre in corso d’opera e questo cambiamento lo si deve assumere come naturale, ma va anche gestito altrimenti si trasforma in un contenzioso continuo con il cliente a scapito della qualità del lavoro, della tenuta nervosa e non ultimo del conto economico.

Il metodo “tradizionale” di gestione dei progetti, ci porta a considerare questo continuo cambiamento di requisiti con estrema diffidenza, sia dalla parte chi sviluppa, sia da chi deve porsi il problema di come recuperare i costi dal cliente evitando di trasformare gli incontri con il cliente stesso in sessioni dal tenore del recupero crediti.

Quindi armonizzare anche la parte commerciale al concetto che sottointende ai metodi agili offrendo un metodo ed uno strumento contrattuale è una ricaduta quasi naturale e comunque necessaria.

Michele Luconi, ha mostrato il contratto scritto con Jacopo Romei (coach e conferenziere sui metodi Agili) rilasciato in modalità open source e reperibile in rete, che cambia radicalmente l’approccio nella gestione del progetto dal punto di vista del rapporto con in cliente.
In pratica si tratta di un documento di due pagine che introduce il concetto di iterazione.

Nella pratica si effettua la prima raccolta di requisiti dopodichè si procede con l’analisi del progetto stimando il numero di iterazioni che possono essere necessarie per raggiungere l’obbiettivo, questo numero viene condiviso con il cliente, ma non ìnserito nel contratto, quindi è puramente indicativo.

Ogni iterazione ha la durata di una settimana ed ha un costo medio stabilito, esempio € 2.000.
Al termine dell’iterazione il risultato viene condiviso con il cliente, il quale, per contratto, ha le seguenti possibilità:
1) Approva l’iterazione ed emettiamo fattura.
Si passa allo sviluppo dell’iterazione successiva

2) Non approva l’iterazione. Il cliente può scegliere di terminare lo sviluppo, oppure di ridefinire i requisiti e procede con un’ulteriore iterazione.
Questo significa che la software house ha, al massimo, perso una settimana di lavoro.

E via di seguito fino al Go-Live del progetto.

Il case study presentato ha trasmesso sicuri elementi di novità

Ovviamente immagino che non sia un percorso rose e fiori, che necessiterà senz’altro di continui aggiustamenti, ma l’ho trovato di assoluto interesse e soprattutto mi ha dato l’impressione che in qualche modo chiuda il cerchio fra il momento di sviluppo e quello di gestione del rapporto con il cliente, in un ambito così particolare come quello dello sviluppo di progetto software

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Better Software 2012 ecco i motivi per cui torneremo

Lo ammetto, non è stato facile aspettare il 26 Settembre per arrivare al Better Software 2012 ma devo dire che ne è valsa la pena.

Vivido partecipa a questo evento fin dal 2009,la sua prima edizione, e siamo del tutto intenzionati a riconfermare la nostra presenza per il 2013 per una serie di motivi che spero di riuscire trasmettere ai più curiosi che continueranno la lettura di questo post.

vivido al better software 2012

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Feedback sulla lettura di Sviluppare Applicazioni per Windows Phone

Questa estate sotto l’ombrellone ho scelto di farmi tenere compagnia dal libro “Sviluppare applicazioni per Windows Phone” …tra un tuffo e l’altro ovviamente ;)

Devo dire che pur avendo realizzato 2 app WP7, leggere questo libro mi è servito a conoscere alcune tecniche alternative, da una parte migliori rispetto a quelle che già conoscevamo dallo sviluppo in ASP.NET per quanto riguarda le performance applicative e dall’altra essenziali per la realizzazione di alcuni scenari particolari. Insomma una guida vera e propria a 360° sulla programmazione Windows Phone di cui  consigliamo la lettura a chiunque abbia intenzione di sviluppare applicazioni di qualità WP7 o WP8.

Per interesse personale direi che mi ha colpito in primis la sezione “Metro e il design di applicazioni” che tratta della user experience Metro Style/Modern UI la cui validità và ben oltre lo sviluppo per Windows Phone ma abbraccia ampiamente tutto il nuovo sviluppo metro style ed imparare a conoscere le linee guida per la progettazione dell’esperienza utente ModernUI è per noi un must :)

Un’altro capitolo che vorrei citare è “Introduzione a Model-View ViewModel” che mostra questo pattern che a mio parere è  da tenere in considerazione dati gli obiettivi importantissimi per cui è nato: separazione del codice con l’interfaccia; riutilizzo del codice; aumento della testabilità.

Ringraziamo dunque @rcappello per avermi prestato questo libro e ovviamente gli autori che è possibile seguire su Twitter (per rimanere costantemente aggiornati su queste tamatiche) ai seguenti account:

Daniele Bochicchio - @dbochicchio

Cristian Civera – @CristianCivera

Marco De Sanctis – @crad77

Alessio Leoncini - @aleoncini

Marco Leoncini – @leoncini177

 

P.S Ecco il mio prossimo acquisto: http://books.aspitalia.com/Windows8-HTML/ Sviluppare applicazioni per Windows 8 con HTML e Javascript :)

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VividoSiForma: UX Simple & Usable

Tra le varie iniziative del Vividolab sono nati spontaneamente molte riflessioni e momenti di confronto vari sull’argomento user experience, tanto da dare inizio a veri e propri “esperimenti” in cui la UX oltre che ad essere progettata diventa oggetto di confronto  con vari casi studio.

E’ proprio da questo interesse che Venerdì 7 Settembre 2012, io e Niccolò Baldini abbiamo tenuto un talk in Vivido (VividoSiForma) in cui abbiamo condiviso con il gruppo ciò che è la nostra conoscenza a riguardo.

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JiraTrack – Tieni traccia dei tuoi progetti con il client Windows Phone per Atlassian Jira

E’ disponibile sul Marketplace di Windows Phone la nostra nuova app, JiraTrack, con cui puoi facilmente tener traccia dei progetti che sono presenti su Atlassian Jira.

 

Jira di Atlassian (qui il link al prodotto) è lo strumento di Project Management che utilizziamo ormai da qualche anno in Vivido. E proprio perché ne facciamo un uso quotidiano, abbiamo deciso di creare questa app per la gestione dei progetti e delle segnalazioni censite su Jira (versione 5.0 o superiori).

 

L’applicazione, nella versione 1.0, permette di sfogliare tutti i progetti al quale siamo assegnati, vederne le issue e richiamare i nostri filtri salvati direttamente dal nostro Windows Phone.

 

Nelle versioni successive, che sono già state schedulate, saranno via via integrate nuove funzionalità fino alla possibilità di editare le singole issue. Se volete quindi rimanere aggiornati sull’andamento dell’app, vi consigliamo di seguire l’account ufficiale su Twitter @JiraTrack

 

JiraTrack, disponibile in lingua inglese e italiana, è scaricabile gratuitamente da questo link.

 

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Project Aurora: Test su strada #2 + Mobile App

Nella giornata di ieri (23 Agosto 2012) abbiamo testato sul “campo” (un campo con la bellezza di 36° di temperatura…)  Arduino e l’applicazione prototipo per Android, ricavando un grandioso risultato!

Nel video postato sotto possiamo vedere Aurora collegata alla porta OBD-II della mia macchina (una Opel Astra GTC modello H 2008) e la ricezione dei dati via bluetooth. I sensori al momento monitorati (per fare i test) sono: Giri al minuto del motore, temperatura dell’acqua e velocità veicolo.

Al momento Aurora spedisce i dati dei sensori ad una velocità di 10 aggiornamenti ogni secondo! Rendendo l’esperienza dell’utente in realtime!
(sotto al video vi descrivo la descrizione tecnica)

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Project Aurora: Prova su strada #1


Con l’arrivo dei componenti dalla Cina (Bluetooth Shield a Connettore OBD-II), stamani mattina abbiamo fatto il primo test di Aurora. La nostra prova consisteva solamente di vedere la quantita’ di dati e il funzionamento di Arduino con  la OBD-II. Da una prima analisi ho visto che Arduino + OBD-II restituisce una grande quantita’ di dati, del calibro di 10 “aggiornamenti” al secondo (1 ogni 100 milli secondi); cio’ significa che se vogliamo monitorare il giri al minuto del motore, avremo l’informazione in tempo reale!! Come ho scritto nel primo post ho dovuto usare due Arduino perche’ la seriale viene occupata dal connettore. Le prove sono state fatte insieme a Claudio Menzani e Roberto Verdiani (che ringrazio)!!! Vi posto un po’ di foto:

 

 

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eXplora Lombardia – iPhone app per esplorare le risorse della Regione Lombardia

Luoghi nei dintornieXplora Lombardia è l’app gratuita che ti permette di ricercare i maggiori luoghi di interesse della Regione Lombardia.

 

Questi luoghi sono ricavati dagli OpenData messi a disposizione dalla Regione Lombardia (dati.lombardia.it) e sono:

- Musei
- Negozi e locali storici
- Mercati storici
- Fiere
- Architetture

 

Potrai facilmente reperire le informazioni in base alla tua posizione o più generalmente in base alla città Lombarda che preferisci scegliendo tra:

- Bergamo        - Brescia
- Como            - Cremona
- Lecco            - Lodi
- Mantova        - Milano
- Monza           - Pavia
- Sondrio         - Varese

 
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Project Aurora: Dove si trova la porta OBD-II ?

In questo post parleremo della porta OBD-II elemento chiave nel nostro progetto Aurora.

:: Un po’ di storia ::
(tratto da wikipedia)

 

L’OBD-II è uno standard definito negli Stati Uniti a metà degli anni novanta che permette di avere un controllo completo sui parametri del motore e monitorare altre parti di un autoveicolo come il telaio e gli accessori; inoltre permette di connettersi al sistema di diagnostica. OBD-II è stato emanato dal California Air Resources Board.
L’OBD-II è soprattutto un’interfaccia a sola lettura per acquisire segnali di diagnostica. Lo standard OBD-II definisce inoltre alcuni comandi per il controllo dell’output, per le modalità di autocontrollo e per l’azzeramento della memoria KAM (Keep Alive Memory).

[...]
Prima dell’autodiagnosi, erano i meccanici che dovevano fare una diagnosi dei guasti, mentre ora è le centralina stessa di bordo che si autocontrolla e verifica lo stato del mezzo.
I sistemi OBD forniscono al proprietario del veicolo o ad un meccanico accesso alle informazioni sullo “stato di salute” dei vari sottosistemi del veicolo: la normativa standard (in Europa e Stati Uniti) è riferita però solo ai sottosistemi “emission relevant”, cioè quelli che, se rotti, possono portare ad un aumento delle emissioni, come catalizzatore, sonda lambda ecc., mentre gli altri sistemi (es. airbag, climatizzatore ecc.) hanno un’autodiagnosi non standard, definita a piacimento da ogni costruttore automobilistico.
[...]

La quantità di informazioni diagnostiche disponibili via OBD è cambiata molto dall’introduzione, nei primi anni ottanta dei computer di bordo negli autoveicoli (centraline) che hanno reso possibile l’OBD.
Le prime implementazioni di OBD accendevano semplicemente una lampadina spia nel caso di problemi, ma non fornivano alcuna informazione ulteriore relativa alla natura del problema. Le moderne implementazioni di OBD utilizzano una porta di comunicazione digitale per fornire informazioni in tempo reale in aggiunta a una segnalazione della natura dei problemi tramite codici standard (DTC) “Diagnostic Trouble Codes” che permettono di identificare rapidamente e risolvere malfunzionamenti del veicolo.

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